A.4 – Informativa sul fair value

Informativa di natura qualitativa

Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione nel mercato principale (o più vantaggioso) alla data di valutazione, alle correnti condizioni di mercato (ossia un prezzo di chiusura), indi-pendentemente dal fatto che quel prezzo sia osservabile direttamente o che venga stimato utiliz-zando un’altra tecnica di valutazione.

Il principio IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value in funzione del grado di osservabilità degli input delle tecniche di valutazione adottate per le valutazioni delle attività/passività sottostanti; in particolare la gerarchia si compone di tre livelli. 

  • Livello 1: il fair value dello strumento è determinato in base a prezzi di quotazione osservati su mercati attivi.
  • Livello 2: il fair value dello strumento è determinato in base a modelli valutativi che utilizzano input osservabili su mercati attivi, come ad esempio: 
    • prezzi quotati per attività o passività similari; 
    • prezzi quotati per attività o passività identiche o similari su mercati non attivi; 
    • parametri osservabili quali tassi di interesse o curve di rendimento, volatilità implicite, tassi di default e fattori di illiquidità; 
    • parametri non osservabili ma supportati e confermati da dati di mercato.
  • Livello 3: il fair value dello strumento è determinato sulla base di modelli valutativi che utilizzano prevalentemente input non osservabili su mercati attivi. 

Ogni attività o passività finanziaria della Banca viene ricondotta alternativamente ad uno dei precedenti livelli, le cui valutazioni possono essere ricorrenti o non ricorrenti (cfr. IFRS 13, paragrafo 93, lettera a). 

La scelta delle tecniche di valutazione non è opzionale, sono applicate in ordine gerarchico: la gerarchia del fair value attribuisce infatti la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di Livello 1) e la priorità minima agli input non osservabili (dati di Livello 3).

Le tecniche di valutazione utilizzate per valutare il fair value sono applicate in maniera uniforme e con continuità nel tempo. 

A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

In assenza di una quotazione su un mercato attivo, la misurazione del fair value di uno strumento finanziario avviene utilizzando tecniche valutative che massimizzano l'utilizzo di input osservabili sul mercato.

L’utilizzo di una tecnica di valutazione ha l’obiettivo di stimare il prezzo a cui avrebbe luogo una re-golare operazione di vendita di una attività o di trasferimento di una passività tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti. In questo caso la valutazione del fair value può essere di Livello 2 o Livello 3 in funzione del grado di osservabilità dei parametri in input considerati nel modello di pricing.

In assenza di prezzi rilevabili su mercati attivi per l’attività o passività finanziaria da valutare, il fair value degli strumenti finanziari è determinato attraverso il cosiddetto “comparable approach” (Livello 2) che presuppone l’utilizzo di modelli valutativi alimentati da parametri di mercato. 

In questo caso la valutazione non è basata su quotazioni dello stesso strumento finanziario oggetto di valutazione (identical asset), ma su prezzi, credit spread o altri fattori desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio e caratteristiche di durata/rendimento, utilizzando una data metodologia di calcolo (modello di pricing). 

Nei casi in cui non sia disponibile la quotazione su un mercato attivo di uno strumento similare o le caratteristiche stesse dello strumento da valutare non consentano l’applicazione di modelli alimentati da input osservabili su mercati attivi, è necessario ricorrere a modelli valutativi che presuppongono l’utilizzo di parametri non direttamente osservabili sul mercato e che quindi comportano stime ed as-sunzioni da parte del valutatore (non observable input - Livello 3). In questi casi la valutazione dello strumento finanziario viene condotta utilizzando una data metodologia di calcolo che si basa su specifiche ipotesi riguardanti:

  • lo sviluppo dei cash-flow futuri, eventualmente condizionati a eventi futuri cui possono essere attribuite probabilità desunte dall’esperienza storica o sulla base di ipotesi di comportamento;
  • il livello di determinati parametri di input non quotati su mercati attivi, per la cui stima sono comunque privilegiate le informazioni acquisite da prezzi e spread osservati sul mercato. Nel caso non siano disponibili, si ricorre a dati storici del fattore di rischio specifico sottostante o a ricerche specializzate in materia (ad es. report di agenzie di rating o primari attori del mercato).

Nei casi descritti è valutata l’opportunità di ricorrere a dei valuation adjustment che tengono conto dei risk premiums che gli operatori considerano quando prezzano gli strumenti. I valuation adjustments, se non considerati esplicitamente nel modello di valutazione, possono includere:

  • model adjustments: aggiustamenti che tengano conto di eventuali debolezze dei modelli va-lutativi evidenziate durante le fasi di calibrazione;
  • liquidity adjustments: aggiustamenti per tener conto del bid-ask spread  nel caso in cui il mo-dello stimi un mid price;
  • credit risk adjustments: aggiustamenti connessi al rischio di controparte o al proprio rischio emittente;
  • other risk adjustments: aggiustamenti connessi ad un risk premium ‘prezzato’ sul mercato (ad esempio relativo alla complessità di valutazione dello strumento).

Il portafoglio crediti commerciali oggetto di valutazione al fair value, è costituito da quelle esposizione per cassa classificate in Bonis con una vita residua superiore all’anno (medio lungo termine2). Sono pertanto escluse dal perimetro di valutazione tutte le esposizioni classificate in Default, le esposizioni che presentano una vita residua inferiore all’anno ed i crediti di firma. Per la valorizzazione al fair value dei crediti in bonis, data l'assenza di prezzi direttamente rilevabili su mercati attivi e liquidi, si fa ricorso a tecniche valutative basate su un modello teorico rispondente ai requisiti indicati dai principi IAS/IFRS (Livello 3). L'approccio utilizzato per la determinazione del fair value dei crediti è il Discounted Cash Flow Model, ovvero lo sconto dei flussi di cassa futuri previsti ad un tasso risk free per pari scadenza, a cui va aggiunto uno spread rappresentativo del rischio di default della controparte. 

Per quanto attiene al portafoglio Distressed Retail Loan, ovvero il portafoglio crediti generato dalla business area NPL che acquista e gestisce crediti in default prevalentemente verso persone fisiche, l'approccio utilizzato per la determinazione del fair value è il Discounted Cash Flow Model. In questo caso i flussi di cassa netti previsti sono scontati ad un tasso risk free per pari scadenza. Non è con-siderato un credit spread in fase di attualizzazione in quanto il rischio di credito delle singole contro-parti è già incorporato nel modello statistico di stima dei flussi di cassa futuri per quanto attiene alla gestione massiva (lavorazioni non giudiziali), il quale sulla base delle evidenze storiche del portafoglio della Banca, proietta i flussi di cassa su sotto-portafogli omogenei. Per quanto attiene alla gestione analitica (lavorazioni giudiziali) le proiezioni dei flussi di cassa future sono definite analiticamente dal gestore della posizione. I flussi di cassa sono nettati dai costi previsti per il relativo recupero in quanto costi correlati all’ottenimento del rendimento stimato; sono stati proiettati i costi storici medi sostenuti negli ultimi dodici mesi, stimati in funzione della tipologia di soggetto che effettua il recupero (società di recupero esterne, rete di agenti interna, legali, call center); la percentuale complessiva media si attesta ad un 15% del valore recuperato. 

Con riferimento ai crediti fiscali acquisiti, si ritiene che il fair value possa essere assimilabile al costo ammortizzato; l’unico elemento di incertezza su tali posizioni vantate nei confronti dell’erario, è infatti dato dal tempo in cui tali crediti vengono incassati e allo stato non si registrano significative differenze temporali sul rimborso dei crediti da parte dell’amministrazione finanziaria. Va notato in aggiunta che Banca IFIS in tale segmento di operatività risulta essere uno dei principali player di riferimento, elemento che la rende price maker in caso di eventuale vendita dello stesso.

In generale sia per la valutazione del fair value non ricorrenti di Livello 3 di attività e passività si fa riferimento a:

  • tassi risk free, calcolati come da market practice utilizzando i tassi monetari per scadenze inferiori all’anno e tassi swap per scadenze superiori; 
  • credit spread di Banca IFIS il quale, non avendo essa delle emissioni obbligazionarie a cui fare riferimento, è stato calcolato prendendo a riferimento delle emissioni obbligazionarie di controparti ritenute equivalenti;
  • bilanci consuntivi e dati di business plan.

2 Per i crediti a breve termine il valor contabile è considerato rappresentativo del fair value.

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Come richiesto dal principio IFRS 13, il Gruppo effettua per le attività finanziarie e per le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3, delle verifiche di sensitivity con riferimento al cambiamento di uno o più dei parametri non osservabili utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value. Nello specifico le attività finanziarie valutate al fair value di livello 3 sono del tutto marginali nel bilancio del Gruppo, eccezion fatta per quanto riguarda il portafoglio crediti DRL, per il quale data la sua particolare natura, è stato adottato un approccio tipo “compa-rable”, ovvero ne viene ipotizzata la vendita a prezzi di mercato, quest’ultimi ricavati dal valore medio delle transazioni effettuate nell’ultimi dodici mesi. 

A.4.3 Gerarchia del fair value

Con riferimento alle attività e passività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente, il Gruppo Banca IFIS effettua passaggi di livello sulla base delle seguenti linee guida. 

Per i titoli di debito, il passaggio da livello 3 a livello 2 avviene nel caso in cui i parametri rilevanti uti-lizzati come input della tecnica di valutazione siano, alla data di riferimento, osservabili sul mercato. Il passaggio dal livello 3 al livello 1 si realizza, invece, quando, alla data di riferimento, è stata verificata con successo la presenza di un mercato attivo. Il passaggio da livello 2 a livello 3 si verifica quando, alla data di riferimento, alcuni dei parametri significativi nella determinazione del fair value non risultano direttamente osservabili sul mercato.

Per gli strumenti di capitale iscritti tra le attività disponibili per la vendita il trasferimento di livello avviene:

  • quando nel periodo si sono resi disponibili input osservabili sul mercato (es. prezzi definiti nell’ambito di transazioni comparabili sul medesimo strumento tra controparti indipendenti e consapevoli). In questo caso, si procede alla riclassifica dal livello 3 al livello 2; 
  • quando gli elementi direttamente o indirettamente osservabili presi a base per la valutazione sono venuti meno, ovvero non sono più aggiornati (es. transazioni comparabili non più recenti o multipli non più applicabili). In questo caso si ricorre a tecniche di valutazione che utilizzano input non osservabili.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5 – Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli del fair value

 Attività/Passività finanziarie misurate  al fair value 31.12.2014   31.12.2013  
 L1L2L3L1L2L3
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -   - - 10
2. Attività finanziarie valutate al fair value - - - - -  
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 229.355 - 13.970 2.515.344 - 13.835
4. Derivati di copertura - - - - - -
5. Attività materiali - - - - - -
6. Attività immateriali - - - - - -
Totale 229.355 - 13.970 2.515.344 - 13.845
1. Passività finanziarie detenute per la - -   - - 130
    negoziazione            
2. Passività finanziarie valutate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - - - - - -
Totale - - - - - 130

Legenda

L1= Livello 1: fair value di uno strumento finanziario quotato in un mercato attivo;

L2= Livello 2: fair value misurato sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri osservabili sul mercato, diversi dalle quotazioni dello strumento finanziario;

L3= Livello 3: fair value calcolato sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri non osservabili sul mercato.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

 Attività finanziarie detenute per la negoziazioneAttività finanziarie valutate al fair valueAttività finanziarie disponibili per la venditaDerivati di coperturaAttività materialiAttività immateriali
1.      Esistenze iniziali 10 - 13.835 - - -
2.      Aumenti     653 - - -
2.1    Acquisti   - - - - -
2.2    Profitti imputati a: - -   - - -
2.2.1 Conto Economico - - - - - -
           -  di cui: Plusvalenze - - - - - -
2.2.2  Patrimonio netto X X - - - -
2.3    Trasferimenti da altri livelli - - - - - -
2.4    Altre variazioni in aumento - - 653 - - -
3.     Diminuzioni 10 - 518 - - -
3.1   Vendite - - 518 - - -
3.2   Rimborsi 10 - - - - -
3.3   Perdite imputate a: - -   - - -
3.3.1 Conto Economico  - - - - - -
         - di cui Minusvalenze - - - - - -
3.3.2 Patrimonio netto X X - - - -
3.4  Trasferimenti ad altri livelli  - - - - - -
3.5  Altre variazioni in diminuzione - - - - - -
4.     Rimanenze finali - - 13.970 - - -

A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

 Passività finanziarie detenute per la negoziazionePassività finanziarie valutate al fair valueDerivati di copertura
1.      Esistenze iniziali 130 - -
2.      Aumenti - - -
2.1    Emissioni - - -
2.2    Perdite imputate a: - - -
2.2.1 Conto Economico - - -
           -  di cui Minusvalenze - - -
2.2.2  Patrimonio netto X X -
2.3    Trasferimenti da altri livelli - - -
2.4    Altre variazioni in aumento - - -
3.     Diminuzioni 130 -  
3.1   Rimborsi 130 -  
3.2   Riacquisti - - -
3.3   Profitti imputati a: - - -
3.3.1 Conto Economico  - - -
         - di cui Plusvalenze - - -
3.3.2 Patrimonio netto X X -
3.4  Trasferimenti ad altri livelli  - - -
3.5  Altre variazioni in diminuzione - - -
4.     Rimanenze finali - - -

Le voce Passività finanziarie di negoziazione in essere a inizio esercizio rappresentava il valore at-tribuito agli strumenti finanziari denominati I.R.S. (Interest Rate Swap), scaduti nel corso del 2014.

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricor-rente: ripartizione per livelli di fair value 

Attività/Passività non misurate al fair value o misurate al fair value su base non ricorrente  31.12.2014 31.12.2013
 VBL1L2L3VBL1L2L3
1. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 4.827.363 4.961.033 - - 5.818.019 5.910.638 - -
2. Crediti verso banche 274.858 - - 274.858 415.817 - - 415.817
3. Crediti verso clientela 2.814.330 - - 2.920.547 2.296.933 - - 2.380.199
4. Attività materiali detenute a scopo di investimento 720 - - 926 720 - - 926
5. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 7.917.271 4.961.033 - 3.196.331 8.531.489 5.910.638 - 2.796.942
1. Debiti verso banche 2.258.967 - - 2.258.967 6.665.847 - - 6.665.847
2. Debiti verso clientela 5.483.474 - - 5.484.413 4.178.276 - - 4.183.908
3. Titoli in circolazione - - - - - - - -
4. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 7.742.441 - - 7.743.380 10.844.123 - - 10.849.755

Legenda

VB= Valore di bilancio

L1= Livello 1

L2= Livello 2

L3= Livello 3

Ultimo aggiornamento il 18/02/2015