Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura

La normativa di vigilanza prudenziale sulle banche sta continuando nel suo percorso di rafforzamento del sistema di regole ed incentivi che consentono di perseguire con maggiore efficacia gli obiettivi di una misurazione più accurata dei potenziali rischi connessi all’attività bancaria e finanziaria, nonché del mantenimento di una dotazione patrimoniale più strettamente commisurata all’effettivo grado di esposizione al rischio di ciascun intermediario. 

Con riferimento al governo dei rischi, il Gruppo ne rivede periodicamente le direttrici strategiche declinate nel c.d. Risk Appetite Framework, mentre nell’ambito del cosiddetto secondo pilastro trova collocazione il processo ICAAP (Internal Capital Adeguacy Assessment Process), in relazione al quale la banca effettua una autonoma valutazione della propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione sia ai rischi cosiddetti di primo pilastro (credito, controparte, mercato e ope-rativo) sia agli altri rischi (liquidità, tasso di interesse del banking book, concentrazione, ecc). Tale processo ha accompagnato la redazione e l’invio all’Organo di Vigilanza del Resoconto Annuale ICAAP con riferimento al 31 dicembre 2013. Nel mese di Maggio 2014, sempre con riferimento al 31 dicembre 2013, in ottemperanza agli obblighi previsti dalla disciplina di riferimento, Banca IFIS ha pubblicato l’Informativa al Pubblico riguardante l’adeguatezza patrimoniale, l’esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all’identificazione, misurazione e gestione degli stessi. Il documento è stato pubblicato sul sito internet www.bancaifis.it nella sezione Investitori Istituzionali.

In relazione a quanto sopra ed ai sensi di quanto indicato nella Circolare n. 229 del 21 aprile 1999 - Istruzioni di Vigilanza per le banche, il Gruppo Banca IFIS è dotato di un Sistema di Controlli Interni che mira a garantire un’affidabile e sostenibile generazione di valore in un contesto di rischio con-trollato e consapevolmente assunto, al fine di proteggere la solidità finanziaria del Gruppo. Il sistema di controlli interni del Gruppo Banca IFIS è costituito dalle regole, dalle procedure e dalle strutture organizzative che mirano ad assicurare il rispetto delle strategie aziendali e il conseguimento delle seguenti finalità:

  • efficacia ed efficienza dei processi aziendali (amministrativi, produttivi, distributivi, ecc.);
  • salvaguardia del valore delle attività e protezione dalle perdite;
  • affidabilità e integrità delle informazioni contabili e gestionali;
  • conformità delle operazioni con la legge, la normativa di vigilanza, le politiche, i piani, i regolamenti e le procedure interne nonché i Codici (Etico, di Autodisciplina, ecc.) fatti propri dal Gruppo.

I controlli coinvolgono, in diversa misura, tutto il personale e costituiscono parte integrante dell’attività quotidiana. I controlli possono essere classificati in funzione delle strutture organizzative in cui sono collocati. Di seguito sono evidenziate alcune tipologie:

  • i controlli di linea, diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni. Essi sono effettuati dalle stesse strutture operative o incorporati nelle procedure ovvero eseguiti nell’ambito dell’attività di back office;
  • i controlli di secondo livello sulla gestione dei rischi (comprensivi del rischio di compliance), che hanno l’obiettivo di concorrere alla definizione delle metodologie di misurazione/valutazione del rischio, di verificare il rispetto dei limiti assegnati alle varie funzioni operative e di controllare la coerenza dell’operatività delle singole aree operative con gli obiettivi di appetito e tolleranza al rischio definiti annualmente con la stesura del c.d. Risk Appetite Framework. Essi sono affidati a strutture diverse da quelle operative;
  • l’attività di revisione interna, volta a individuare andamenti anomali, violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare la funzionalità del complessivo sistema dei controlli interni. Essa è condotta nel continuo, in via periodica o per eccezioni, da strutture diverse e indipendenti da quelle operative, anche attraverso verifiche in loco.

I ruoli dei diversi attori del sistema dei controlli interni (Consiglio di Amministrazione, Comitato Controllo e Rischi, Amministratore esecutivo incaricato del sistema di controllo interno, Organismo di Vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/2001, Funzione Internal Audit, Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Funzione di Risk Management e Funzione di Compliance e Antiriciclaggio) sono dettagliatamente descritti nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari predisposta in conformità del terzo comma dell’art. 123 bis del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (TUF), approvata dal Consiglio di Amministrazione il 18 febbraio 2015 e pubblicata sul sito internet della Banca nella sezione Corporate Governance. 

Ultimo aggiornamento il 18/02/2015