Crediti fiscali

Secondo l’Osservatorio trimestrale sulla crisi di impresa (fonte: Cerved Group, aggiornamento al terzo trimestre 2014) nel corso del 2014 si conferma la natura sistemica della crisi che sta colpendo le imprese italiane: le chiusure risultano in aumento in tutti i macro-settori e non risparmiano nessuna delle aree geografiche del Paese. Con le 3 mila procedure fallimentari aperte tra luglio e settembre 2014 il tasso di crescita si attesta su base annua al 14,1%. Il numero dei default aperti nel 2014 ha superato pertanto le 11 mila unità, per un incremento pari al 11,9% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Il rischio medio di insolvenza delle imprese italiane (fonte: Cerved; il CeGRI, Cerved Group Risk Index è l’indice che sintetizza tale informazione su una scala continua da 1 – Minimo Rischio a 100 – Massimo Rischio) è stimato per il 2014 in lieve diminuzione a 74,3 punti (75,6 punti nel 2013), con l’attesa di una ulteriore riduzione nel 2015 a 70,1 punti. A livello di settori economici, l’evoluzione del CeGRI dal 2013 al 2014 è il seguente:

  • Agricoltura: da 64,2 a 63,6 (previsto a 62,5 nel 2015)
  • Industria: da 73,1 a 71,9 (previsto a 69,9 nel 2015)
  • Costruzioni: da 81,6 a 79,9 (previsto 77,8 nel 2015)
  • Servizi: da 74,8 a 73,0 (previsto a 71,4 nel 2015)

L’aumento del numero dei fallimenti nei primi nove mesi del 2014 riguarda tutte le forme giuridiche, anche se la crescita è differenziata: 13,9% per le società di capitale, 6,3% per le società di persone e 6,1% per le altre forme giuridiche. In tutti i settori dell’economia i fallimenti sono in aumento: a pagarne maggiormente le spese sono le imprese di servizi, con un aumento del 16,2%, segue l’edilizia (+11,8%) e continua l’aumento del fenomeno anche nell’industria (+3,5%).

L’aumento dei fallimenti è un fenomeno diffuso anche dal punto di vista geografico, anche se il tasso di crescita non è ovunque in aumento rispetto all’anno precedente. In particolare va segnalata la situazione del Nord Est, che dopo aver registrato un aumento delle procedure fallimentari a doppia cifra nei primi nove mesi del 2013, si trova a fronteggiare nel 2014 un aumento del 4,4%. Situazione simile al Centro ed al Sud/Isole, aree in cui è stato confermato il trend 2013 con un incremento per entrambe le zone prossimo al 14% nei primi nove mesi del 2014. Continua il peggioramento nel Nord Ovest, che è passato dal 9,6% del 2013 al 13,8% dei tre trimestri 2014.

Tra luglio e settembre sono state aperte 500 procedure concorsuali non fallimentari, fenomeno in netto rallentamento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-24%), nei primi nove mesi il numero totale di istanze presentate è stato pari a 2.200 in calo del 40%.

Dal punto di vista settoriale, circa la metà delle procedure non fallimentari riguarda imprese che operano nel terziario, per cui tra gennaio e settembre 2014 si osserva una diminuzione del 12,5% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il decremento è più marcato per le imprese manifatturiere (-19,8%), mentre è marginale per quelle edilizie (-6,2%). Dal punto di vista geografico, il fenomeno risulta in forte calo in tutta la Penisola, con un picco nel Nord Est (-18,2%), seguito dal Sud e Isole (-16,2%), Centro (-16,8%) e Nord Ovest (-8,9%).

Nell’ambito della dinamica relativa alle procedure concorsuali sopra descritta, il mercato dei crediti fiscali normalmente ceduti dalle procedure concorsuali si è collocato nell’ultimo quinquennio tra i 40 ed i 50 milioni di euro, con alcuni picchi legati alla vendita di grosse partite di crediti vantati da procedure concorsuali di gruppi industriali di dimensioni rilevanti e/o di Amministrazioni Straordinarie.

Stante la situazione economica nazionale, è prevedibile un incremento dell’operatività relativa al mondo delle Procedure Concorsuali (Fallimenti, Concordati Preventivi, Liquidazioni Coatte Amministrative ed Amministrazioni Straordinarie), a dispetto di una lieve diminuzione delle società in Liquidazione e delle domande di Concordato “in bianco”. Inoltre, il consolidato rapporto con le primarie società proponenti Concordati Fallimentari (Assuntori) ha contribuito fortemente ad ampliare i volumi d’acquisto, anche per l’anno 2014.

Ultimo aggiornamento il 17/01/2015