Aggregati patrimoniali

I PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI
(in migliaia di euro)

CONSISTENZEVARIAZIONE
 20142013 ASSOLUTA%
Attività finanziarie disponibili per la vendita 243.325 2.529.179 (2.285.854) (90,4)%
Attività finanziarie detenute sino a scadenza 4.827.363 5.818.019 (990.656) (17,0)%
Crediti verso banche 274.858 415.817 (140.959) (33,9)%
Crediti verso clientela 2.814.330 2.296.933 517.397 22,5%
Attività materiali e immateriali 57.238 47.100 10.138 21,5%
Altre voci dell’attivo 92.180 230.749 (138.569) (60,1)%
Totale attivo 8.309.294 11.337.797 (3.028.503) (26,7)%
Debiti verso banche 2.258.967 6.665.847 (4.406.880) (66,1)%
Debiti verso clientela 5.483.474 4.178.276 1.305.198 31,2%
Passività finanziarie di negoziazione - 130 (130) (100,0)%
Altre voci del passivo 129.003 113.221 15.782 13,9%
Patrimonio netto 437.850 380.323 57.527 15,1%
Totale passivo e patrimonio netto 8.309.294 11.337.797 (3.028.503) (26,7)%
 

Attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS)

Le attività finanziarie disponibili per la vendita includono titoli di debito e titoli di capitale e si attestano al 31 dicembre 2014 a 243,3 milioni di euro, in diminuzione del 90,4% rispetto ai 2.529,2 milioni di euro a fine 2013. La relativa riserva da valutazione al netto dell’effetto fiscale è pari a 6,0 milioni di euro al 31 dicembre 2014 (-10,0 milioni di euro rispetto alla fine 2013). La variazione nella dimensione del portafoglio rispetto alla fine dell’esercizio precedente costituisce la ragione principale della contrazione della riserva AFS.

Tale portafoglio titoli è detenuto per le finalità descritte al successivo paragrafo “Portafoglio Titoli”.

Attività finanziarie detenute sino alla scadenza (HTM)

Il portafoglio Attività finanziarie detenute sino alla scadenza ammonta al 31 dicembre 2014 a 4.827,4 milioni di euro, in diminuzione del 17,0% rispetto alla fine dell’esercizio 2013 ed è costituito da titoli di Stato italiani con scadenza residua al momento dell’acquisto superiore ad un anno. Il portafoglio HTM presenta alla data di riferimento plusvalenze nette non contabilizzate per un importo pari a 133,7 milioni di euro, al lordo del relativo effetto fiscale. Queste plusvalenze non sono state rilevate in ottemperanza al criterio del costo ammortizzato applicabile al portafoglio in analisi.

Tale portafoglio titoli è detenuto per le finalità descritte al successivo paragrafo “Portafoglio Titoli”.

I crediti verso banche

Il totale dei crediti verso banche al 31 dicembre 2014 è pari a 274,9 milioni di euro, rispetto ai 415,8 milioni al 31 dicembre 2013 (-33,9%). Questa voce comprende alcuni titoli non quotati in un mercato

attivo con controparti bancarie, per un ammontare di 11,0 milioni di euro (-54,2% rispetto al 31 dicembre 2013) ed impieghi di tesoreria presso altri istituti di credito per 263,8 milioni di euro (-32,7% rispetto al 31 dicembre 2013), connessi essenzialmente al mantenimento di disponibilità eccedenti sul sistema.

Portafoglio titoli

Al fine di fornire una visione aggregata del portafoglio titoli del Gruppo si commentano di seguito il portafoglio titoli di debito, rappresentato a bilancio in diverse voci dell’attivo, ed il portafoglio titoli di capitale.

Portafoglio titoli di debito

L’ammontare dei titoli di debito detenuti in portafoglio al 31 dicembre 2014 è pari a 5.068,3 milioni di euro, in diminuzione del 39,4% rispetto al 31 dicembre 2013, a seguito del rimborso di titoli giunti a scadenza nel periodo per 3.538,0 milioni di euro. La Banca non effettua alcuna azione di trading sul portafoglio titoli. Il 44,1% dei titoli presenti in portafoglio al 31 dicembre 2014 ha scadenza entro dicembre 2015, il 14,8% entro dicembre 2016, il 13,8% entro il 2017 e il 27,3% entro la fine del 2018.

Questa importante dotazione ha consentito a Banca IFIS di attingere provvista a costi contenuti attraverso operazioni di pronti contro termine sulla piattaforma MTS o di rifinanziamento sull’Eurosistema.

Tali titoli sono stati classificati come rappresentato nella tabella seguente, sulla base delle caratteristiche intrinseche del titolo ed in conformità a quanto previsto dallo IAS 39.

PORTAFOGLIO TITOLI DI DEBITO
(in migliaia di euro)
CONSISTENZE VARIAZIONE
 31.12.201431.12.2013ASSOLUTA%
TITOLI DI DEBITO INCLUSI FRA:        
Attività finanziarie disponibili per la vendita 229.868 2.515.810 (2.285.942) (90,9)%
Attività finanziarie detenute sino a scadenza 4.827.363 5.818.019 (990.656) (17,0)%
Crediti verso banche - titoli obbligazionari 11.025 24.048 (13.023) (54,2)%
Totale titoli in portafoglio 5.068.256 8.357.877 (3.289.621) (39,4)%
 

Si riporta di seguito la suddivisione per emittente e per scadenza dei titoli di debito in portafoglio.

EmittenteEntro il 31.03.2015Tra l'1.04.2015 e il 30.06.2015Tra l'1.07.2015 e il 30.09.2015Tra l'1.10.2015 e il 31.12.2015Tra l'1.01.2016 e il 31.12.2016Tra l'1.01.2017 e il 31.12.2018Totale
Titoli governativi178.6491.193.483155.721697.049747.4472.084.3695.056.718
 % sul totale 3,5% 23,5% 3,1% 13,8% 14,7% 41,1% 99,7%
Banche 3.014 3.005   - 5.006 513 11.538
 % sul totale 0,1% 0,1% 0,0% 0,0% 0,1% 0,0% 0,3%
 Totale   181.663 1.196.488 155.721 697.049 752.453  2.084.882  5.068.256
 % sul totale 3,6% 23,6% 3,1% 13,8% 14,8% 41,1% 100%
       

Portafoglio titoli di capitale

Tra le attività finanziarie disponibili per la vendita sono inclusi titoli di capitale riconducibili a partecipazioni di minoranza in società non quotate per 13,5 milioni di euro (0+0,7% rispetto al 31 dicembre 2013), ritenute di interesse strategico per Banca IFIS.

I crediti verso clientela

Il totale dei crediti verso la clientela al 31 dicembre 2014 è pari a 2.814,3 milioni di euro, in aumento del 22,5%, +517,4 milioni, rispetto ai 2.296,9 milioni di euro a fine del 2013. Nel dettaglio, i crediti commerciali aumentano di 516,6 milioni di euro rispetto alla chiusura dell’esercizio 2013 (+26,7%). La forte crescita degli impieghi è stata realizzata grazie alla spinta commerciale sulle imprese del Paese che ha trovato buon successo in un mercato ancora caratterizzato da una diminuzione dei prestiti erogati dalle banche. L’aumento degli impieghi si è realizzato nonostante la presenza di importanti incassi delle esposizioni nei confronti della Pubblica Amministrazione (PA). L’incidenza delle esposizioni creditizie verso la PA al 31 dicembre 2014 è pari al 27,1% del totale dei crediti del settore contro il 27,0% al 31 dicembre 2013 mentre l’incidenza delle esposizioni verso il settore privato è pari al 72,9% (contro il 73,0% al 31 dicembre 2013). I crediti DRL (Distressed Retail Loans) aumentano di 7,5 milioni di euro (+5,8%) e i crediti fiscali aumentano di 29,2 milioni di euro (+32,3%). Per quanto riguarda il settore Governance e Servizi, i crediti diminuiscono di 35,9 milioni di euro (-25,6%) prevalentemente per effetto della scadenza dei pronti contro termine attivi con controparte Cassa di Compensazione e Garanzia per 52,7 milioni di euro. La suddetta diminuzione risulta in parte compensata dall’aumento per 22,6 milioni di euro della marginazione in Cassa Compensazione e Garanzia legata alle operazioni di pronti contro termine passivi in Titoli di Stato sulla piattaforma MTS .

 

CREDITI VERSO LA CLIENTELA:
COMPOSIZIONE SETTORIALE
(in migliaia di euro) 
CONSISTENZE VARIAZIONE
31.12.201431.12.2013 ASSOLUTA%
Crediti commerciali 2.455.052 1.938.415 516.637 26,7%
- di cui deteriorati 112.628 162.609 (49.981) (30,7)%
Distressed retail loans 135.429 127.945 7.484 5,8%
- di cui deteriorati 135.426 127.945 7.481 5,8%
Crediti Fiscali 119.473 90.282 29.191 32,3%
- di cui deteriorati 34 499 (465) (93,2)%
Governance e Servizi 104.376 140.291 (35.915) (25,6)%
- di cui Cassa di Compensazione e Garanzia 102.707 80.090 22.617 28,2%
- di cui Pronti contro termine attivi - 52.698 (52.698) (100,0)%
Totale crediti verso la clientela 2.814.330 2.296.933 517.397 22,5%
- di cui deteriorati 248.088 291.053 (42.965) (14,8)%
 

La distribuzione delle esposizioni creditizie verso la clientela è sostanzialmente allineata a quella del settore Crediti Commerciali e mostra una quota del 27,9% verso la Pubblica Amministrazione (contro 26,7% al 31 dicembre 2013), e del 72,1% verso il settore privato (contro 73,3% al 31 dicembre 2013).

Per quanto attiene all’attività a favore delle PMI, la durata dei finanziamenti si conferma a breve termine, in linea con la strategia di supporto al capitale circolante che rappresenta l’attività centrale.

La distribuzione territoriale evidenzia una quota del 95,4% dei crediti verso la clientela residente in Italia (97,9% al 31 dicembre 2013) ed una quota del 4,6% verso la clientela residente all’estero (2,1% al 31 dicembre 2013).

Infine si segnala che la voce comprende n. 4 posizioni per un ammontare di 181,0 milioni di euro che rientrano nella categoria dei grandi rischi.

FORME TECNICHE CONSISTENZE VARIAZIONE
(in migliaia di euro) 31.12.2014 31.12.2013  ASSOLUTA %
Conti correnti 105.018 133.271 -28.253 -21,20%
Conti anticipi per cessione di crediti futuri e altre sovvenzioni 90.146 42.328 47.818 113,00%
Conti anticipi factoring 2.228.221 1.717.301 510.920 29,80%
Crediti non performing 65.340 61.440 3.900 6,30%
Crediti fiscali 119.473 89.783 29.690 33,10%
Mutui 287 2.214 -1.927 -87,00%
Pronti contro termine attivi - 52.698 -52.698 -100,00%
Altre operazioni 102.707 80.090 22.617 28,20%
Totale impieghi vivi netti (1) 2.711.192 2.179.125 532.067 24,40%
Crediti in sofferenza netti 103.138 117.808 -14.670 -12,50%
Totale crediti verso clientela 2.814.330 2.296.933 517.397 22,50%

(1) Gli impieghi vivi netti includono le esposizioni ad incaglio, ristrutturate e scadute classificate, secondo le disposizioni di Banca d’Italia, fra le attività deteriorate (cfr Nota Integrativa, tabella 7.1)

  


Qualità del credito

Può una piccola/media impresa avere lo stesso merito di credito di una grande impresa?

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La Banca riesce, tramite l’adozione di un modello di business idoneo a trasferire il rischio dai clienti ai debitori più strutturati, a mitigare la propria esposizione ai rischi di default della clientela. Anche se il perdurare dell’andamento negativo dell’economia ha comportato deterioramenti in capo a controparti debitrici di qualità più elevata, la dinamica appare ancora in miglioramento, come già rilevato nell’esercizio 2013, per la parte significativa dei crediti deteriorati che è quella relativa ai soli Crediti Commerciali come indicati nella tabella che segue. In particolare, le ragioni di tale positivo effetto trovano spiegazione in: a) prosegue la contrazione nel flusso di nuove sofferenze; b) il Gruppo presenta un’elevata capacità di rettificare con la massima tempestività le posizioni che rivelino non essere idonee a mantenere il valore originario (con coerente impatto alla voce rettifiche/perdite del Conto Economico); infine c) è stata posta particolare enfasi nella gestione delle posizioni ad incaglio oggettivo, con sostanziali miglioramenti.

Il totale delle attività deteriorate nette ammonta a 248,1 milioni di euro contro 291,1 milioni a fine 2013 (-14,8%). Per i soli Crediti Commerciali, la cui dinamica è la sola di effettivo interesse ai fini della considerazione della qualità del credito della Banca, il totale delle attività deteriorate nette si attesta a 112,6 milioni di euro da 162,6 milioni a fine 2013, con un calo del 30,7%.

Le attività deteriorate includono i crediti del settore DRL, che passano da 127,9 milioni di euro a 135,4 milioni di euro (+5,8%). La variazione registrata è conseguenza, da un lato, dell’acquisto di un importante portafoglio di crediti non performing per un valore nominale di 1,3 miliardi di euro, dall’altro, della vendita di crediti cambiari per un valore nominale di 219 milioni di euro. L’attività di tale settore è per natura strettamente connessa al recupero di crediti deteriorati e pertanto i crediti DRL sono esposti tra le sofferenze e gli incagli. In particolare, tali crediti mantengono la medesima classificazione adottata dal cedente se intermediario soggetto a normativa equivalente a Banca IFIS; diversamente, qualora la Banca non abbia accertato lo stato di insolvenza del debitore, i crediti vengono classificati fra gli incagli. Per le ragioni sopra esposte l’ammontare dei crediti DRL classificati a sofferenza o incaglio non rappresenta una criticità ma al contrario una normale e positiva espressione di business del comparto.

QUALITA' DEL CREDITO
(in migliaia di euro)
CREDITI COMMERCIALIDRLCREDITI FISCALIGOVERNANCE E SERVIZITOTALE CONS.
Crediti in sofferenza          
Dati al 31.12.2014 33.049 70.089 - - 103.138
Dati al 31.12.2013 50.804 66.505 499 - 117.808
Variazione % (34,9)% 5,4% (100,0)% - (12,5)%
Crediti in incaglio         -
Dati al 31.12.2014 37.857 65.337 34 - 103.228
Dati al 31.12.2013 61.796 61.440 - - 123.236
Variazione % (38,7)% 6,3% 0,0% - (16,2)%
Esposizioni ristrutturate         -
Dati al 31.12.2014 14.374 - - - 14.374
Dati al 31.12.2013 8.351 - - - 8.351
Variazione % 72,1% - - - 72,1%
Esposizione scadute         -
Dati al 31.12.2014 27.348 - - - 27.348
Dati al 31.12.2013 41.658 - - - 41.658
Variazione % (34,4)% - - - (34,4)%
Totale attività deteriorate nette          
Dati al 31.12.2014 112.628 135.426 34 - 248.088
Dati al 31.12.2013 162.609 127.945 499 - 291.053
Variazione % (30,7)% 5,8% (93,2)% - (14,8)%
Crediti in bonis netti verso clientela         -
Dati al 31.12.2014 2.342.424 3 119.439 104.376 2.566.242
Dati al 31.12.2013 1.775.806 - 89.783 140.291 2.005.880
Variazione % 31,9% 0,0% 33,0% (25,6)% 27,9%
Totale crediti per cassa verso clientela          
Dati al 31.12.2014 2.455.052 135.429 119.473 104.376 2.814.330
Dati al 31.12.2013 1.938.415 127.945 90.282 140.291 2.296.933
Variazione % 26,7% 5,8% 32,3% (25,6)% 22,5%
 

Per quanto riguarda i Crediti Commerciali, le sofferenze verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, si attestano al 31 dicembre 2014 a 33,0 milioni di euro contro 50,8 milioni di euro a dicembre 2013, con un decremento del 34,9%. Tale diminuzione è dovuta: alla contrazione nel flusso di nuovi ingressi; al positivo realizzo di alcune posizioni già classificate a sofferenza risalenti ad esercizi trascorsi; alle rettifiche di valore operate nel periodo.

Gli incagli ammontano a 37,9 milioni di euro, rispetto ai 61,8 milioni a dicembre 2013 (-38,7%), mentre le esposizioni ristrutturate passano da 8,4 milioni di euro del 2013 a 14,4 milioni di euro al 31 dicembre 2014.

Le esposizioni scadute ammontano a 27,3 milioni di euro contro i 41,7 milioni a dicembre 2013 (-34,4%). Le esposizioni scadute nette si riferiscono per 3,9 milioni di euro (6,0 milioni a fine 2013) a crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione acquistati a titolo definitivo nell’ambito dell’attività di finanziamento.

L’andamento virtuoso dei crediti deteriorati, pur in un contesto economico difficile, è anche il risultato della corretta calibrazione del modello di assunzione del rischio di credito e dell’attenta gestione delle esposizioni verso la clientela, accompagnato da un virtuoso processo di monitoraggio.

In netto miglioramento sia il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi che passa dal 2,6% a fine 2013 all’1,3% al 31 dicembre 2014, sia il rapporto tra incagli netti e impieghi che passa dal 3,2% al 1,5%. Il rapporto tra il totale attività deteriorate nette e impieghi passa dall’8,4% a fine 2013 al 4,6% al 31 dicembre 2014 e al 25,7% rispetto al patrimonio netto della Banca (42,8% a fine 2013).

 

CREDITI COMMERCIALI DETERIORATI
(in migliaia di euro)
SOFFERENZE(1) INCAGLIRISTRUTTURATESCADUTETOTALE
SITUAZIONE AL 31.12.2014          
Valore nominale attività deteriorate 243.729 51.291 15.972 28.020 339.012
Incidenza sul totale crediti lordi 9,1% 1,9% 0,6% 1,0% 12,6%
Rettifiche di valore 210.680 13.434 1.598 672 226.384
Incidenza sul valore lordo 86,4% 26,2% 10,0% 2,4% 66,8%
Valore di bilancio 33.049 37.857 14.374 27.348 112.628
Incidenza sul totale crediti netti 1,3% 1,5% 0,6% 1,1% 4,6%
SITUAZIONE AL 31.12.2013          
Valore nominale attività deteriorate 234.681 72.302 9.395 42.432 358.810
Incidenza sul totale crediti lordi 11,0% 3,4% 0,4% 2,0% 16,8%
Rettifiche di valore 183.877 10.506 1.044 774 196.201
Incidenza sul valore nominale 78,4% 14,5% 11,1% 1,8% 54,7%
Valore di bilancio 50.804 61.796 8.351 41.658 162.609
Incidenza sul totale crediti netti 2,6% 3,2% 0,4% 2,1% 8,4%

(1) Le sofferenze vengono rilevate in bilancio sino al totale esaurimento delle procedure legali di recupero del credito.

Le immobilizzazioni immateriali e materiali

Le immobilizzazioni immateriali si attestano a 6,6 milioni di euro, contro 6,4 milioni di euro al 31 dicembre 2013 (+3,1%).

La voce è riferita a software per 5,8 milioni di euro e ad avviamento per 0,8 milioni il quale emerge dal processo di consolidamento della partecipazione in IFIS Finance Sp.Z o.o..

Le immobilizzazioni materiali si attestano a 50,7 milioni di euro e risultano incrementate del 24,4% a seguito dell’acquisto di un immobile, sito in Firenze, destinato a diventare la nuova sede dell’area di business NPL.

Gli immobili iscritti a fine esercizio tra le immobilizzazioni materiali sono principalmente riferiti all’importante edificio storico “Villa Marocco” sito in Mestre – Venezia sede della Banca, e all’immobile sito in Mestre – Venezia ove sono stati trasferiti dei servizi della Banca.

Il valore di bilancio di tali immobili risulta supportato da perizia effettuata da soggetti esperti nella valutazione di immobili di pregio. L’immobile “Villa Marocco” non viene ammortizzato in considerazione del fatto che il valore residuo stimato al termine della sua vita utile prevista è superiore al valore contabile.

Risulta iscritto altresì per 4,0 milioni di euro l’immobile sito in Firenze, acquisito in locazione finanziaria, attuale sede dell’area di business NPL.

Le attività e passività fiscali

Tali voci accolgono i crediti o debiti per imposte correnti e le attività o passività relative alla fiscalità differita.

Le attività per imposte anticipate, pari al 31 dicembre 2014 a 38,3 milioni di euro, sono riferite per 36,0 milioni a rettifiche di valore su crediti deducibili negli esercizi successivi.

Le passività per imposte differite, pari al 31 dicembre 2014 a 14,3 milioni di euro, sono prevalentemente riferite per 6,1 milioni alla valutazione dei crediti fiscali della ex controllata Fast Finance S.p.A., avvenuta in sede di business combination, e per 2,8 milioni alla fiscalità rilevata sulla riserva da valutazione dei titoli AFS in portafoglio.

Altre attività e altre passività

Le altre attività si attestano a 51,8 milioni di euro al 31 dicembre 2014 (-73,1% al 31 dicembre 2013), prevalentemente per effetto della chiusura dell’operazione di cartolarizzazione con conseguente azzeramento dei crediti nei confronti dell’SPV, corrispondenti ai fondi disponibili presso lo stesso derivanti dagli incassi non ancora corrisposti all’originator in base alle caratteristiche tecniche dell’operazione. La voce include un credito verso la controllante La Scogliera S.p.A. per 10,6 milioni di euro, derivante dall’applicazione del consolidato fiscale, per effetto dei maggiori acconti su imposte pagati rispetto all’ammontare dovuto.

Tra le altre passività, che a fine periodo ammontano a 111,1 milioni di euro, si rileva un incremento per 17,2 milioni di euro prevalentemente relativo a partite da accreditare alla clientela in attesa di imputazione.

La raccolta

La dinamica della raccolta, al netto del conto deposito rendimax e del conto corrente contomax, va analizzata in modo integrato in funzione dell’andamento del mercato ed è costituita da raccolta wholesale mediante pronti contro termine (classificati tra i debiti verso la clientela in quanto effettuati con controparte formalmente non bancaria), da operazioni di rifinanziamento sull’Eurosistema, nonché da operazioni di breve termine messe in atto dalla tesoreria verso altri istituti bancari.

 

RACCOLTA
(in migliaia di euro)
ESERCIZIO VARIAZIONE
 20142013ASSOLUTA%
Debiti verso clientela: 5.483.474 4.178.276 1.305.198 31,2%
Pronti contro termine 2.082.854 263.670 1.819.184 689,9%
   Rendimax 3.241.746 3.817.745 (575.999) (15,1)%
   Contomax 72.454 50.342 22.112 43,9%
Altri debiti 86.420 46.519 39.901 85,8%
Debiti verso banche: 2.258.967 6.665.847 (4.406.880) (66,1)%
Eurosistema 2.226.872 6.656.465 (4.429.593) (66,5)%
Altri debiti 32.095 9.382 22.713 242,1%
Totale raccolta 7.742.441 10.844.123 (3.101.682) (28,6)%
 

Il totale della raccolta, che al 31 dicembre 2014 risulta pari a 7.742,4 milioni di euro con un decremento del 28,6% rispetto al 31 dicembre 2013, è rappresentata per il 70,8% da Debiti verso la clientela (38,5% al 31 dicembre 2013) e per il 29,2% da Debiti verso banche (61,5% al 31 dicembre 2013).

Il considerevole decremento dell’ammontare dei Debiti verso banche rispetto alla fine del precedente esercizio è conseguenza del minor ricorso al rifinanziamento sull’Eurosistema rispetto all’utilizzo della piattaforma MTS e controparte Cassa di Compensazione e Garanzia (classificata tra i debiti verso la clientela). L’utilizzo della fonte BCE o della piattaforma MTS trova ragione esclusiva in valutazioni di convenienza economica dovute all’andamento dei tassi di interesse.

I Debiti verso la clientela ammontano al 31 dicembre 2014 a 5.483,5 milioni di euro, (+31,2% rispetto al 31 dicembre 2013). L’incremento è dovuto principalmente al maggior utilizzo di pronti contro termine con sottostante titoli di Stato e controparte Cassa di Compensazione e Garanzia che si attesta a 2.082,9 milioni di euro (contro 263,7 milioni di euro a fine 2013). La raccolta retail si attesta a 3.314,2 milioni di euro del 31 dicembre 2014 contro i 3.868,1 milioni di euro del 31 dicembre 2013 quale conseguenza della riduzione dei tassi avvenuta nel corso dell’anno in modo graduale.

La Banca continua a farsi carico dell’imposta di bollo proporzionale su rendimax e contomax, pari allo 0,20%.

I Debiti verso banche, che ammontano a 2.259,0 milioni di euro (rispetto ai 6.665,8 milioni a dicembre 2013), risultano composti principalmente da raccolta derivante da operazioni di rifinanziamento su Eurosistema per 2.226,9 milioni di euro rispetto ai 6.656,5 milioni al 31 dicembre 2013. Tali valori includono operazioni di LTRO per 500,0 milioni di euro ad un costo pari al tasso BCE (oggi 0,05%) con scadenza 26 febbraio 2015 e la tranche TLTRO di dicembre 2014 per 119,6 milioni di euro ad un tasso fisso dello 0,15% con scadenza 26 settembre 2018. Nel mese di ottobre 2014 la Banca ha annullato integralmente le proprie obbligazioni emesse e riacquistate sulle quali è stata ottenuta la garanzia del Governo italiano per un ammontare complessivo di 207 milioni di euro.

La rimanente parte dei debiti verso banche è rappresentata da depositi interbancari per 32,1 milioni di euro, di cui 10,0 milioni su piattaforma E-Mid.

Fondi per rischi e oneri

FONDI PER RISCHI E ONERI
(in migliaia di euro)
ESERCIZIO VARIAZIONE
 20142013ASSOLUTA%
Controversie legali 1.527 375 1.152 307,2%
Accantonamento quota di intervento FITD 461 158 303 191,8%
Totale fondi per rischi e oneri 1.988 533 1.455 273,0%
 

Controversie legali

Il fondo in essere al 31 dicembre 2014 pari a 2,0 milioni di euro è costituito da una controversia in ambito giuslavoristico per 45 mila euro, quattro controversie legate ai Crediti Commerciali per 1.449 mila euro, di cui 1.119 mila euro sono stati accantonati nel 2014, e da cinque controversie legate a crediti del settore DRL per 33 mila euro, interamente accantonati nell’esercizio in esame.
A livello aggregato la Banca rileva passività potenziali per complessivi euro 12,4 milioni di petitum, rappresentate da n. 17 controversie; per tali posizioni la Banca, supportata dal parere dei propri legali, non ha provveduto a stanziare fondi a bilancio in quanto il rischio di soccombenza risulta non probabile.

Contenzioso fiscale

In data 25 luglio 2008 ha avuto inizio un controllo fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Veneto per l’anno d’imposta 2005. Tale controllo si è concluso in data 5 dicembre 2008 con il rilascio del processo verbale di constatazione, dal quale sono emersi due rilievi, entrambi collegati alla corretta determinazione del plafond di deducibilità dei crediti ex articolo 106, terzo comma, del DPR 917/86, per complessivi 1,4 milioni di euro. Peraltro, considerato che il meccanismo del plafond pone dei limiti alla deducibilità delle svalutazioni su crediti e che l’eccedenza (derivante dal raffronto tra plafond e svalutazioni nette effettuate) è deducibile per quote costanti nei diciotto esercizi successivi, l’applicazione del criterio indicato nel citato processo verbale di constatazione comporterebbe un beneficio fiscale per la Banca per gli esercizi successivi al 2005.

Nel processo verbale di constatazione sopra citato è inoltre stata fatta una segnalazione relativamente ad una presunta operazione elusiva di cui all’articolo 37-bis del D.P.R. 600/73 afferente la svalutazione, effettuata nell’anno 2003, della partecipazione in Immobiliare Marocco S.p.A. (società fusa per incorporazione nell'Emittente con atto del 19 ottobre 2009), dedotta in quinti negli esercizi successivi sulla base delle perdite rilevate da tale società ai sensi degli articoli 61 e 66 del D.P.R. 917/86 (in vigore fino al 31 dicembre 2003). In data 2 febbraio 2009 è stato notificato un avviso da parte dell’Agenzia che ha richiesto di produrre chiarimenti in merito all’operazione di svalutazione, a cui la Banca ha prontamente risposto.

Sempre con riferimento alla segnalazione relativa alla presunta operazione elusiva, in data 3 dicembre 2009 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento per l’anno 2004 in cui l’Agenzia delle Entrate rettifica il reddito per l’anno 2004 ai fini Ires, applicando la norma antielusiva 26 di cui all’articolo 37-bis del DPR 600/73 per complessivi euro 837 mila, con una maggiore imposta dovuta per l’anno di imposta in questione pari a circa euro 276 mila più interessi e sanzioni.

In data 21 giugno 2010 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento per l’annualità successiva, in cui l’Agenzia delle Entrate rettifica il reddito per l’anno 2005 ai fini Ires, applicando la norma antielusiva di cui all’articolo 37-bis del DPR 600/73, per complessivi euro 837 mila, con una maggiore imposta dovuta per l’anno di imposta in questione pari a circa euro 276 mila più interessi e sanzioni. Lo stesso avviso di accertamento, per l’annualità 2005, recuperava a tassazione la quota relativa alla rideterminazione del plafond di deducibilità delle perdite su crediti in merito ai due rilievi sopra descritti per complessivi euro 1,4 milioni di euro, con una maggiore imposta dovuta per l’anno 2005 pari a circa euro 478 mila più interessi e sanzioni.

Successivamente, entro la chiusura dell’esercizio 2010 è giunta alla Banca comunicazione di annullamento in autotutela per gli avvisi di accertamento emessi sull’annualità 2005.

In merito all’avviso di accertamento per l’annualità 2004, in data 22 febbraio 2011 si è discusso il ricorso avanti la commissione tributaria provinciale di primo grado di Venezia. In data 29 giugno 2011 è stata emessa la sentenza dalla CTP di Venezia che ha rigettato il ricorso presentato. In data 7 novembre 2011 è stata notificata alla Banca la cartella di pagamento per le somme iscritte a ruolo a valle della sentenza di primo grado, come previsto dalla normativa in materia di accertamento e riscossione, pari a complessivi 423 mila euro, versati da Banca IFIS in data 29 dicembre 2011. Si è proceduto quindi a presentare il ricorso in commissione tributaria Regionale avverso la sentenza in oggetto. In data 25 settembre 2012 si è discusso il ricorso avanti la commissione tributaria regionale di secondo grado di Venezia. In data 18 ottobre 2012 è stata emessa la sentenza dalla CTR di Venezia che ha accolto l’appello di Banca IFIS S.p.A. e di La Scogliera S.p.A. e in totale riforma della sentenza di primo grado ha proceduto ad annullare gli avvisi di accertamento impugnati, relativi all’annualità 2004, e ha condannato l’Ufficio a rifondere alle società appellanti le spese di entrambi i gradi di giudizio.

Come conseguenza della sentenza di secondo grado, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto a restituire le somme versate dalla Banca in seguito all’esito negativo del primo appello, precedentemente iscritte a credito nella contabilità della Banca, per un importo pari a 423 mila euro.

In data 22 agosto 2012 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento sull’annualità 2005 strettamente correlato agli avvisi che erano stati notificati nel corso del 2010 e successivamente annullati in autotutela entro la fine dello stesso anno. L’avviso di accertamento notificato, oltre a contenere le stesse contestazioni e pertanto richieste di somme (quanto a imposte e sanzioni) inserite nel precedente avviso poi annullato, ipotizza come elusive anche alcune operazioni di trading e prestito titoli contestando la deduzione di somme, quali minusvalenze indeducibili e manufactured dividend, per complessivi 6,3 milioni di euro; la maggiore imposta complessivamente richiesta per quest’ultimo rilievo ammonta a totale 2,1 milioni di euro, più interessi e sanzioni.

Il totale ripreso a tassazione nell’avviso di accertamento in questione ammonta pertanto a 8,6 milioni di euro, con una maggiore imposta per l’anno di imposta in questione pari a 2,8 milioni di euro. L’avviso di accertamento, che ad oggi è oltre il termine di scadenza naturale per la sua emissione che corrisponde al 31 dicembre 2010, è stato inviato sulla base dell’ipotesi formulata dall’ufficio di essere in presenza di uno dei presupposti che la norma prevede per il raddoppio dei termini ovvero l’ipotesi che vi sia una fattispecie penalmente sanzionata.

In merito a tale avviso di accertamento la Banca ha inoltrato istanza di accertamento con adesione, al fine di verificare la disponibilità dell’ufficio a rivedere le proprie posizioni che, però, non ha ottenuto esito positivo; l’Agenzia delle Entrate ha preferito infatti proseguire nel contenzioso, presentando inoltre ricorso in Cassazione per l’avviso di accertamento 2004 e costringendo di fatto la Banca alla presentazione del controricorso per Cassazione, depositato nei termini il 29 gennaio 2013. La lettura del ricorso per Cassazione dell’Agenzia delle Entrate evidenzia tutta la debolezza della tesi accusatoria già manifestata nei precedenti gradi di giudizio, per cui i consulenti fiscali che assistono la Banca nel procedimento ritengono non probabile la possibilità di soccombenza. Pertanto la Banca non ha effettuato accantonamenti a fronte del rischio di contenzioso fiscale in oggetto.

Il ricorso avverso l’avviso di accertamento sull’annualità 2005 è stato depositato in data 11 febbraio 2013.

Il ricorso, prima che entrare nel merito dei singoli rilievi e degli errori di valutazione operati dall’Ufficio, si sofferma ampiamente sulle cause che dovrebbero portare i giudici ad annullare completamente l’avviso emesso. Sono state, infatti, commesse gravi scorrettezze di natura sostanziale che devono comportare la totale nullità dell’atto: la preordinata denuncia penale atta ad ottenere il raddoppio dei termini che si è tradotta con un non luogo a procedere da parte del Pubblico Ministero; una serie di avvisi di accertamento emessi e poi annullati in autotutela; vizi di varia natura contenuti nell’ultimo atto emesso.

Oltre a ciò sono state ampliate e circostanziate con dovizia le tesi difensive già espresse all’interno dell’istanza di adesione. Di nuovo è stata evidenziata la fragilità della contestazione della svalutazione della partecipazione di Immobiliare Marocco resa oggi ancor più evidente dalla vittoria in secondo grado per il 2004 e che a questo punto trascinerebbe tutte le annualità successive.

Nel ricorso sono poi state argomentate le ragioni per le quali le contestazioni relative al plafond di deducibilità dei crediti sono errate sia per quanto riguarda l’impostazione e la lettura data dai verificatori all’interno del pvc in sede di verifica sia e ancor di più alla luce delle successive modifiche ed integrazioni delle norme che regolano i principi di determinazione del reddito dei soggetti IAS Adopter a regime e in sede di FTA.

Per quanto riguarda le contestazioni legate alle operazioni in titoli, il ricorso ha evidenziato che si è trattato di operazioni che hanno prodotto dei risultati economici positivi per la Banca al netto dell’effetto fiscale, e non erano affatto totalmente prive di rischio o poste in essere precostituendo fin dall’origine le condizioni per neutralizzare ogni utile o perdita dall’operazione. Le opzioni incrociate call e put hanno avuto soltanto l’effetto di limitare il rischio di perdite e la prospettiva di extrarendimenti, senza peraltro escluderle del tutto, come affrettatamente affermato nell’avviso di accertamento. Soprattutto, le operazioni contestate hanno semplicemente applicato il regime all’epoca vigente, senza alcun aggiramento della normativa o dei principi ad essa sottostanti; infatti, il sistema scaturito dalla riforma del 2004 si connota per un doppio regime di circolazione delle partecipazioni, per cui non vi è nulla di anomalo nell’effettuazione di operazioni di trading azionario di breve periodo, relativamente a partecipazioni che non vengono classificate nel comparto Pex, con incasso di dividendi parzialmente esenti e minusvalenze deducibili.

Si è poi provveduto a richiedere in ogni caso la rideterminazione degli importi contestati che non tenevano conto delle componenti positive che hanno partecipato alla determinazione del reddito quali componenti imponibili. In aprile 2013 sono state notificate le controdeduzioni dell’Agenzia delle Entrate al ricorso presentato. Al 31 dicembre 2014 non è ancora stata fissata la data per la discussione in primo grado.

Per quanto sopra esposto i consulenti fiscali cui è stata affidata la cura del contenzioso del ricorso hanno espresso la ragionevole convinzione che sia possibile sostenere validamente la posizione della Banca, e dunque non probabile la possibilità di soccombenza.

Tuttavia è necessario tenere in considerazione la Circolare di Banca d’Italia del 8 agosto 2012 nella quale viene precisato come gli intermediari debbano valutare, nel caso in cui si trovino a dover pagare all’erario un certo importo a seguito dell’iscrizione a ruolo di maggiori imposte e correlati interessi e sanzioni, se ci si trovi in presenza o meno di un’attività potenziale (contingent asset) come definita dallo IAS 37. Sulla base di tale principio contabile l’attività non dovrebbe essere rilevata qualora il realizzo della stessa non sia virtualmente certo, e le somme pagate all’erario vanno dunque iscritte a costo e non rilevate come crediti verso l’erario.

Al 31 dicembre 2012 è stato iscritto un accantonamento al fondo rischi per contenzioso fiscale di 159 mila euro a titolo di maggiore imposta e di euro 35 mila euro a titolo di interessi, per un totale di euro 194 mila euro a fronte della probabile iscrizione provvisoria a ruolo(1) in seguito al ricorso, come previsto dalla Circolare Banca d’Italia dell’8 agosto 2012, e di non procedere ad alcun accantonamento a fronte del rischio di soccombenza nel contenzioso fiscale in corso. Al 30 settembre 2013 si è provveduto ad adeguare tale accantonamento sulla base degli importi effettivamente iscritti a ruolo e notificati alla Banca in data 9 ottobre 2013 che, rispetto a quanto precedentemente accantonato, differiscono per 13 mila euro, principalmente dovuti al rimborso spese di riscossione. La Banca ha provveduto prontamente al pagamento di quanto richiesto in considerazione degli obblighi di legge imposti pur confidando positivamente sul buon esito della vicenda.

Accantonamento quota di intervento FITD

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), a cui Banca IFIS aderisce, con lettera del 16 settembre 2014 ha comunicato un ulteriore intervento di sostegno in favore di Banca Tercas in A.S. che prevede per Banca IFIS un probabile esborso del valore di 0,5 milioni di euro. Banca IFIS ha quindi provveduto ad accantonare tale somma fra i fondi per rischi ed oneri.

Il patrimonio e i coefficienti patrimoniali

Il Patrimonio netto consolidato si attesta al 31 dicembre 2014 a 437,8 milioni di euro, contro i 380,3 milioni al 31 dicembre 2013 (+15,1%). La composizione e la variazione rispetto all’esercizio precedente sono spiegate nelle tabelle seguenti.

PATRIMONIO NETTO: COMPOSIZIONE
(in migliaia di euro)
CONSISTENZE VARIAZIONE
 31.12.201431.12. 2013ASSOLUTA%
Capitale 53.811 53.811 - 0,0%
Sovrapprezzi di emissione 57.113 75.560 (18.447) (24,4)%
Riserve da valutazione: (109) 10.959 (11.068) (101,0)%
- titoli AFS 5.969 15.980 (10.011) (62,6)%
- TFR (262) (76) (186) 244,7%
- differenze di cambio (5.816) (4.945) (871) 17,6%
Riserve 237.874 163.055 74.819 45,9%
Azioni proprie (6.715) (7.903) 1.188 (15,0)%
Utile netto 95.876 84.841 11.035 13,0%
Patrimonio netto 437.850 380.323 57.527 15,1%
 
PATRIMONIO NETTO: VARIAZIONI
(in migliaia di euro)
ESERCIZIO 2014
Patrimonio netto al 31.12.2013 380.323
Incrementi: 98.761
Utile d’esercizio 95.876
Vendita/attribuzione propri strumenti 2.741
Altre variazioni 144
Decrementi: 41.234
Dividendi distribuiti 30.166
Variazione riserva da valutazione: 11.068
- titoli AFS 10.011
- TFR 186
- differenze di cambio 871
Patrimonio netto al 31.12.2014 437.850
 

La variazione della riserva da valutazione su titoli AFS è principalmente riferita agli effetti della valutazione a fair value dei titoli di Stato in portafoglio, nonché all’avvenuto rimborso di una parte di essi.
La variazione della riserva da valutazione per differenze di cambio si riferisce alla differenza cambi derivante dal consolidamento della controllata IFIS Finance Sp. Z o.o..

FONDI PROPRI E COEFFICIENTI PATRIMONIALI
(in migliaia di euro)
DATI AL
 31.12.2014 (1)31.12.2014 (2)31.12.2013 (3)
Capitale primario di classe 1(4) (CET1) 387.221 390.507 332.851
Capitale di classe 1 (AT1) 389.769 390.507 332.851
Totale fondi propri 396.190 390.627 328.131
Totale attività ponderate per il rischio 2.787.920 2.829.807 2.433.597
Ratio – Capitale primario di classe 1 13,89% 13,80% 13,68%
Ratio – Capitale di classe 1 13,98% 13,80% 13,68%
Ratio – Totale fondi propri 14,21 13,80% 13,48%

(1) Dati calcolati secondo nuova normativa (Basilea 3), che prevede l’inclusione della holding del Gruppo nel perimetro di consolidamento.
(2) Dati calcolati secondo previgente normativa (Basilea 2)
(3) Dati calcolati secondo previgente normativa (Basilea 2)
(4) Il capitale primario di classe 1 tiene conto degli utili generati nel periodo al netto della stima dei dividendi

Dall’1 gennaio 2014 è applicabile la nuova disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nel Regolamento UE n.575/2013 (CRR) e nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV). Tale quadro normativo prevede, ai fini della determinazione del patrimonio di vigilanza consolidato e del calcolo degli assorbimenti patrimoniali, l’inclusione della Holding del Gruppo nel perimetro di consolidamento, disciplinando la computabilità nei fondi propri consolidati degli interessi di minoranza. I dati esposti in tabella sono stati calcolati secondo tale nuova normativa. Per consentire un confronto con i dati del periodo precedente, si espongono anche i dati al 30 settembre 2014 calcolati sulla base della normativa previgente.
Il Gruppo Banca IFIS, come consentito dal Provvedimento di Banca d’Italia del 18 maggio 2010, ha provveduto a calcolare i fondi propri al 31 dicembre 2014 adottando il cosiddetto “filtro simmetrico”, che consente di neutralizzare sia le plus che le minus dei titoli emessi da Amministrazioni centrali di Paesi appartenenti all’Unione Europea, per un importo netto positivo di 5,7 milioni di euro, inclusi fra le attività finanziarie disponibili per la vendita, come se tali titoli fossero valutati al costo.

(1) Le iscrizioni provvisorie a ruolo sono quelle eseguite in base ad un avviso di accertamento non definitivo, perché impugnato. Il ricorso, proposto contro un avviso di accertamento, non ne sospende l’esecuzione; in pendenza del giudizio di primo grado e di secondo grado, può essere riscossa una parte dell’imposta accertata, con gli interessi e con una parte delle sanzioni irrogate. In particolare, in ambito di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto, dopo la notifica dell'avviso di accertamento, l'Ufficio può iscrivere a ruolo 1/3 delle imposte e degli interessi accertati. In relazione alle contestazioni che abbiano a che fare con la norma antielusiva di cui all’art. 37 bis del DPR 600/73 non sono iscrivibili a ruolo le somme dovute prima del giudizio di primo grado (comma 6, art. 37 bis, DPR 600/73). Successivamente alle sentenze delle commissioni tributarie, diventano esigibili ulteriori frazioni del dovuto, in relazione al contenuto della decisione ed al grado dell'organo giudicante.

Ultimo aggiornamento il 18/02/2015